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SUPERSONICdischi a mach
2
Estate 1972, inizia le trasmissioni "Supersonic-Dischi a mach due",
il mio programma radiofonico preferito.
Insieme a Per Voi Giovani ed al particolare Alto Gradimento
di Renzo Arbore e Gianni
Boncompagni, Supersonic era il solo altro programma musicale orientato verso le nuove tendenze che la RAI, unica emittente televisiva e radiofonica, mandava
in onda dal lunedi al venerdi alle ore 20,50. Gli altri programmi radiofonici erano brevi spazi
musicali, del tutto anonimi, come Disco su disco e Voi ed Io,
quest'ultimo in onda tutte le mattine ed aveva come sigla The House of the King dei Focus.
Dal mio piccolo Geloso ascoltavo con attenzione
Supersonic che era diventato un appuntamento fisso delle mie serate di tredicenne, che doveva (giustamente)
rimanere a casa, per avere notizie ed
informazioni sulle tendenze della musica pop; all'inizio i T.Rex
di Marc Bolan con
Jeepster e Telegram Sam,
poi David Bowie con Starman, il dissacratorio Alice Cooper di
School's Out , i Van der Graff Generator con la maestosa Theme
One,
i Roxy Music di Ferry e Brian Eno con Virginia Plane, per
passare al rock degli Status Quo con Paper Plane e arrivare fino
al Glam Rock di Gary Glitter. E poi ancora
Chicago, Graham Nash,
America e tanti, tanti altri...
Sigla d'apertura (e chiusura) era la parte finale della lunga
In a Gadda da Vida
degli Iron Butterfly
con l'inconfondibile giro del basso suonato da Erik Brann, allora diciassettenne, che sembrava
un vero e proprio trampolino di lancio della trasmissione. Una curiosità su questo lungo brano: la parte iniziale, pubblicata anche su 45 giri,
era la colonna sonora della pubblicità di un famoso liquore.
A condurre questo intenso viaggio musicale si alternavano Paolo Francisci, Gigi Marziali e
Renato Marengo che, se ben ricordo, era anche il regista. Particolare attenzione veniva data
ai gruppi del nuovo panorama musicale italiano:
come non ricordare la Reale Accademia di Musica
oppure il rock duro e tagliente
del Rovescio della Medaglia con Sodoma e Gomorra
e Il Giudizio.
Ricordo che venivano mandati in onda anche brani di artisti più "tradizionali" come Ornella Vanoni,
Adriano Pappalardo, allora emergente, Patty Pravo con una superba "I Giardini Kensington" , versione italiana
di Walk on the wild side di Lou Reed. Proprio a Supersonic
ascoltai per la prima volta un brano tratto
dal primo album solo di Alberto Radius, Il mio cane si chiama Zenone, tutto strumentale con il piano di Vince
Tempera (si, proprio quello che oggi va a Sanremo a dirigere l'orchestra !!!), un album bellissimo e spontaneo con la chitarra di
Radius in grande evidenza. Credo ancora oggi, a distanza di 30 anni, che il primo solo sia Alberto Radius sia uno
dei migliori prodotti italiani; vi invito ad ascoltarlo (se riuscite a trovarlo), leggete attentamente tutti i session-man che hanno collaborato con lui e capirete....
E poi le live performances ossia veri e propri concerti registrati in presa diretta; dalle frequenze in AM di Supersonic
sono passati Lucio Battisti al tempo di Umanamente Uomo il Sogno
(dicembre 1972), Premiata Forneria Marconi, Rovescio della Medaglia e Orme.
Poi la fine.
Al posto di Supersonic va in onda PopOff, un programma di musica d'avanguardia ("un'ora di sana e solida musica rock" era lo slogan di Carlo Massarini), con gusti musicali tematici ben
definiti per ogni serata. PopOff era un buon programma, ma Supersonic era un'altra cosa !!!!
Prima di scrivere queste righe, ricche soltanto dei miei ricordi, ho fatto un giro nella rete cercando altri quarantenni
appassionati di Supersonic; ho trovato solo poche pagine dedicate ad un programma che dai suoi ascoltatori, ancora oggi,
è considerato cult al pari di Bandiera Gialla e Per Voi Giovani.
Mi auguro che si incontri a vedere questa pagina qualche altro navigante che consideri Supersonic, dischi a mach 2
come uno dei programmi radiofonici RAI che ha sicuramente contribuito ad allargare gli orizzonti musicali di tanti ragazzi e ...ragazzini come me.
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